Registro Nazionale AssoConsulting

N° di Registro 19793
AssoConsulting
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Elisa Chiarotto

Sono una Sociologa della Comunicazione e Counsellor ad indirizzo Psicobiologico. Mi occupo di Crescita Personale, risoluzione dei conflitti, gestione del cambiamento e delle relazioni. Lavoro su skype e presso il mio studio.

  • Counselor
  • Prima seduta gratuita
  • Costo medio della seduta : 40€
  • Indirizzo : Roma
  • Roma

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INFORMAZIONI

Mi sono sempre chiesta se c’era un modo, un ingrediente, un modello di riferimento per poter evitare conflitti, per non deteriorare le relazioni, per essere in armonia con le persone a cui si vuole bene, per non rischiare di compromettersi ma allo stesso tempo non rinunciare ad esprimersi.

Ho pensato che la gentilezza fosse la chiave; può aiutare, ma mi succedeva di frustrarmi e scoppiare in reazioni che non mi piacevano, o subire l’aggressività dell’altro. Ho sempre dato un grande potere alla parola, senza sapere su quale piano utilizzarla nei conflitti, con il risultato frustrante di utilizzarla più del necessario con la speranza che arrivasse all’altro la mia richiesta di comprensione. Ho tentato in diverse situazioni con la censura, con il silenzio per evitare scontri, con il risultato di sentirmi sola e disconnessa.

Mi chiamo Elisa Chiarotto, sono Sociologa della Comunicazione e Counsellor ad indirizzo Psicobiologico, mi sono interessata molto a questo argomento e al modo in cui la comunicazione viene veicolata nelle relazioni semplici fino a quelle più complesse e ampie, dalla comunicazione a due fino alla comunicazione di massa. Mi sono interessata alla crescita personale, al cambiamento, al benessere della persona, e al benessere delle relazioni.

Poi mi sono soffermata sul linguaggio empatico. Allora ho conosciuto la Comunicazione non Violenta. Ho realizzato che ciò su cui possiamo lavorare è qualcosa di estremamente semplice, naturale, che ci appartiene biologicamente, ma che ci hanno educato ad abbandonare per seguire i modelli statici delle strutture sociali in cui siamo inseriti. Modelli di bellezza, di normalità, di genitorialità, di perfezione, di onestà. Spesso ci chiediamo perché un semplice scambio di opinioni scada nel conflitto sterile, o perché siamo in scontro se non in rottura con le persone a noi più care. Perché non riusciamo a costruire un rapporto sano e felice con i nostri figli, o perché ci sentiamo lontani dalla persona che amiamo, perché sul lavoro ci sentiamo frustrati e insoddisfatti, perché ci sentiamo soli a volte nonostante siamo in mezzo a tante persone. Quali sono le discussioni che vi frustrano di più? Di quali relazioni siete insoddisfatti? Quali volete migliorare?

Impariamo a spostare il linguaggio su un altro piano, di pensiero e di interazione, in cui non è importante stabilire chi ha ragione o torto, e nemmeno ottenere quello che vogliamo. L’attenzione viene posta sulla relazione stessa, cercando di nutrirla attraverso l’empatia e l’ideazione di strategie che soddisfino i bisogni di tutti. Anche il più banale dei diverbi può essere preso come punto di partenza per dare un’impronta creativa e costruttiva alle vostre relazioni.

“Ogni tipo di violenza è dovuta all’incapacità di contattare sé stessi” (A. Schmookler)

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Mi sono sempre chiesta se c’era un modo, un ingrediente, un modello di riferimento per poter evitare conflitti, per non deteriorare le relazioni, per essere in armonia con le persone a cui si vuole bene, per non rischiare di compromettersi ma allo stesso tempo non rinunciare ad esprimersi.

Ho pensato che la gentilezza fosse la chiave; può aiutare, ma mi succedeva di frustrarmi e scoppiare in reazioni che non mi piacevano, o subire l’aggressività dell’altro. Ho sempre dato un grande potere alla parola, senza sapere su quale piano utilizzarla nei conflitti, con il risultato frustrante di utilizzarla più del necessario con la speranza che arrivasse all’altro la mia richiesta di comprensione. Ho tentato in diverse situazioni con la censura, con il silenzio per evitare scontri, con il risultato di sentirmi sola e disconnessa.

Mi chiamo Elisa Chiarotto, sono Sociologa della Comunicazione e Counsellor ad indirizzo Psicobiologico, mi sono interessata molto a questo argomento e al modo in cui la comunicazione viene veicolata nelle relazioni semplici fino a quelle più complesse e ampie, dalla comunicazione a due fino alla comunicazione di massa. Mi sono interessata alla crescita personale, al cambiamento, al benessere della persona, e al benessere delle relazioni.

Poi mi sono soffermata sul linguaggio empatico. Allora ho conosciuto la Comunicazione non Violenta. Ho realizzato che ciò su cui possiamo lavorare è qualcosa di estremamente semplice, naturale, che ci appartiene biologicamente, ma che ci hanno educato ad abbandonare per seguire i modelli statici delle strutture sociali in cui siamo inseriti. Modelli di bellezza, di normalità, di genitorialità, di perfezione, di onestà. Spesso ci chiediamo perché un semplice scambio di opinioni scada nel conflitto sterile, o perché siamo in scontro se non in rottura con le persone a noi più care. Perché non riusciamo a costruire un rapporto sano e felice con i nostri figli, o perché ci sentiamo lontani dalla persona che amiamo, perché sul lavoro ci sentiamo frustrati e insoddisfatti, perché ci sentiamo soli a volte nonostante siamo in mezzo a tante persone. Quali sono le discussioni che vi frustrano di più? Di quali relazioni siete insoddisfatti? Quali volete migliorare?

Impariamo a spostare il linguaggio su un altro piano, di pensiero e di interazione, in cui non è importante stabilire chi ha ragione o torto, e nemmeno ottenere quello che vogliamo. L’attenzione viene posta sulla relazione stessa, cercando di nutrirla attraverso l’empatia e l’ideazione di strategie che soddisfino i bisogni di tutti. Anche il più banale dei diverbi può essere preso come punto di partenza per dare un’impronta creativa e costruttiva alle vostre relazioni.

“Ogni tipo di violenza è dovuta all’incapacità di contattare sé stessi” (A. Schmookler)

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